Note a margine |
di Giuliana Laurita (di questi tempi si leggono tante cose, signora mia) |
Eviterei però il gioco insistito dei paragoni: l’eroe contrapposto al vigliacco, l’italiano buono all’italiano cattivo, fino all’urlo autoassolutorio che ho letto su un blog: «Io sono De Falco». Anch’io. Anche Schettino, credetemi, se fosse stato sulla poltrona di De Falco sarebbe stato De Falco e avrebbe dato ordini perentori al se stesso vigliacco che tremava in mezzo al mare per la paura di morire.
Maestra, posso cinguettare? In alcune scuole francesi gli insegnanti si affidano a Twitter per insegnare ai bambini a leggere e scrivere. 140 caratteri si adattano perfettamente all’età degli alunni, sostengono gli educatori. «Apprendono presto che la scrittura su carta rimane, mentre sul pc si può cancellare. E questo elimina la colpa dell’errore, dello scrivere male e permette di sperimentare senza paura».
“davvero se la donna è seria allora è sciatta e se è curata allora è superficiale?”
Non ci sono tariffe, non se ne possono dare né compilare, dipendono dalle proprie competenze, dal tempo impiegato, dall’obiettivo che vuole raggiungere il cliente. Detta così, sembra quasi che il prezzo, allora, lo facciano i professionisti, i blogger.
In realtà la situazione è ben diversa. Non essendoci una retribuzione minima riconosciuta, il prezzo lo fanno i network e le aziende. Per essere concorrenziali molti/e abbassano i prezzi nonostante si tratti di un lavoro che richiede molte competenze.
Ogni scheda viene presa, coccolata, riposta, curata anche se fai fatica, anche se sembra assurdo nell’epoca di Internet.
appunti
apps per ordinare una pizza
oltre foursquare
un po’ da maniaci, ma insomma…